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The Sick Rose/Reality Show live on Performance Art TV

 

AZZURRA DE GREGORIO /// The Sick Rose / Reality Show
con la partecipazione di Giulio Maroncelli
Live on PATV 15/06/2017 – 18.00 pm (UTC+2)

… In The sick rose si assiste al progressivo disfacimento fisico e morale di una donna che, abituata a percepire il suo stesso corpo come fosse un perfetto congegno elettronico da programmare e modificare a suo piacimento, si ammala della paura di ammalarsi.
La barriera che interpone tra se stessa e il mondo esterno si sgretola di fronte all’evidenza
della caducità e della finitezza della propria esistenza e tutte le pratiche di disinfezione che quotidianamente infligge al suo corpo le si ripercuotono contro, scatenando una serie di conseguenze inaspettate.
La donna sopravvive, costruendosi un’identità fittizia attraverso cui nega la propria corporeità (il suo essere capace di produrre una vasta quantità di fluidi corporali, i suoi limiti fisici, l’essere sottoposta a leggi ‘naturali’) e anestetizza i propri sensi .
La donna sopravvive, ma non a lungo: nella rosa alberga un verme che contamina il suo profumo, che distrugge la sua bellezza, che spezza le sue radici.

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… In The Sick Rose we participate in the progressive physical and moral decadence of a woman that, used to perceive her body as a perfect electronic device to control and to programme, gets sick because of the fear to get sick.
The barrier that she places between herself and the external world crumbles, faced with the evidence of the transience of her existence and all the disinfection practises that she daily inflicts to her body have effects against her, causing several unexpected consequences.
The woman survives, building a fake identity through which she denies her corporeality (her capability to produce corporeal fluids, her physical limits, her being subjected to ‘natural laws’) and anesthetizes her senses.
The woman survives, but not for a long time: into the rose lives a worm that contaminates her perfume, destroys her beauty, breaks her roots.

#performanceart #liveart #azzurradegregorio #performancearttv

reality show

waiting for Ref

waiting for ref

La programmazione danza dell’edizione 2017 di Romaeuropa Festival sarà anticipata da un percorso di avvicinamento: una serie di incontri dedicati ai coreografi in programma al Re17f# con il supporto dei materiali provenienti dall’archivio di Romaeuropa. Aprendosi allo sguardo di un gruppo di studiosi, l’archivio permette di rintracciare e restituire al pubblico le linee di continuità della programmazione del Festival e la sua memoria trentennale. Tra memoria e approfondimento, il lavoro degli artisti verrà presentato al pubblico secondo una prospettiva trasversale e generatrice di connessioni tra passato e presente.

Ingresso ai singoli incontri: € 3
Info e prenotazioni: 06 45553050

 

> GIOVEDÌ 8 GIUGNO / h 18:00
+ Annalisa Piccirillo

Un viaggio nelle memorie che, tra passato, presente e futuro, s’imprimono sui palcoscenici di Romaeuropa Festival. Da Akram Khan a Sidi Larbi Cherkaoui, da Dorothée Munyaneza ad Azzurra De Gregorio, si discuteranno le evoluzioni coreografiche che ogni artista, nella differenza della propria ‘lingua-madre’, ha prodotto in risposta alla complessa ricerca di un’identità multiculturale.

BIO:

Annalisa Piccirillo
È Dottore di ricerca in “Studi Culturali e Postcoloniali del Mondo Anglofono” (Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, 2012), e ha prodotto una tesi dal titolo Disseminazioni coreografiche: corpi-archivio della danza femminile. Dal 2013 co-cura la progettazione e la realizzazione della piattaforma archivistica M.A.M Matriarchivio del Mediterraneo. Grafie e Materie, dedicata alla collezione delle espressioni performative in circolazione nell’area mediterranea; ha insegnato presso il Theater Film and Media Institute della Goethe University di Francoforte, e al momento svolge attività di ricerca indipendente. Nel suo lavoro investigativo, studia le forme politiche e poetiche dei linguaggi corporei che si registrano nella memoria coreografica contemporanea; assumendo una prospettiva postcoloniale e di genere, la sua analisi interculturale predilige i contesti performativi del Sud Africa, dell’India e dell’area mediterranea.