Menu

MAP YOUR BODY

Photo

  • YEAR:

    2014

  • CONCEPT:

    Azzurra De Greogrio

  • PHOTO:

    M. Di Nonno

Map your body è un progetto attraverso il quale si intende ricreare una mappatura ideale del corpo umano, con lo scopo di far emergere ‘l’opera’ che è in esso contenuta.

Per realizzare questo progetto, l’artista ricerca un numero indefinito di soggetti disposti a posare per un ritratto fotografico. Per essere ritratti non è necessario essere dotati di particolari caratteristiche fisiche, ma è sufficiente essere disposti a concedere la propria immagine e a condividere l’intento del progetto.

Al fine di realizzare la mappatura di ciascun corpo, facendo in questo modo emergere il segno/disegno che è in esso inscritto, l’artista numererà i nei presenti sulla pelle di ogni volontario, per poi collegarli tra loro tracciando delle linee rette.

Il disegno che emergerà da ogni corpo rispecchierà le caratteristiche fisiche di ogni soggetto ritratto, mettendone in luce l’unicità e la singolarità, evidenziando le tracce che la vita disegna incessantemente sul nostro corpo.

Perché la nostra storia è scritta sulla nostra pelle.

Map your body is a project trough which the artist wants to re-create an ideal mapping of the human body, with the intention to let emerge the artwork contained in it.

To realize this project, the artist is looking for an undefined number of people disposed to pose for a photographic portrait. To be portrayed any specific physical features is needed, it’s just necessary to be disposed to give your own image and to share the project’s intent.

In order to realize each body mapping, to let emerge the sign/drawing in it inscribed, the artist will number all the moles presents on every volunteer’s skin and, after that, she will connect them drawing some straight lines.

The drawing that will emerge from each body will reflect every portrayed subject’s physical features, will highlight his/her uniqueness and singularity and will draw the attention to the tracks that life incessantly draws on our bodies.

Because our story is narrated by our skin.

RELATED WORK